Riserva di traduzione e bilancio consolidato: analisi delle variazioni
1 Introduzione
La traduzione dei bilanci in valuta è una problematica ricorrente nei gruppi internazionali. Ricorre nei casi in cui le società incluse nel perimetro di consolidamento presentino bilanci in una valuta diversa da quella del gruppo (ad esempio, un gruppo che redige il consolidato in € che ha fra le controllate una società che presenta il proprio bilancio in U$).
In questo articolo ne esaminiamo la genesi, le ragioni della variazione fra i vari esercizi a livello di bilancio separato, nonché le principali operazioni di consolidamento da cui può essere interessata.
2 Obiettivo della riserva di traduzione
L’obiettivo della riserva di traduzione (RT) è informare gli stakeholders circa la porzione di variazione di patrimonio netto separato (e consolidato) ascrivibile all’andamento dei tassi di cambio – quindi svincolata dalla sfera di influenza dell’impresa – rispetto alle porzioni riconducibili all’attività del management (per esempio il risultato d’esercizio).
3 I metodi di traduzione
La traduzione dei bilanci in valuta è necessaria per vari motivi. Uno di questi è la redazione del consolidato: la costruzione dell’aggregato dei vari bilanci dell’area di consolidamento, per definizione richiede che i bilanci delle varie controllate siano espressi nella stessa valuta.
I principali metodi di traduzione dei bilanci in valuta estera sono i seguenti:
- metodo del tasso storico, che consiste nel tradurre le varie poste di bilancio in base al tasso di cambio alla data in cui sono state contabilizzate per la prima volta; le variazioni di riserva di traduzione transitano da conto economico.
- metodo del cambio corrente, che consiste nel tradurre le poste dell’attivo e del passivo (escluso il patrimonio netto) al tasso di chiusura dell’esercizio, le poste del patrimonio netto ai cambi storici di accadimento delle varie operazioni (utili, aumenti di capitale, ecc.), e il conto economico al cambio delle singole operazioni (o al cambio medio dell’anno, com’è prassi prevalente); le variazioni di riserva di traduzione transitano a riserva (in una voce del conto economico complessivo “Other Comprehensive Income” nei bilanci IFRS), e quindi girate a conto economico al momento della cessione della controllata. Secondo questo metodo, anche le voci del rendiconto finanziario sono tradotte al cambio medio.
L’unico metodo riconosciuto per la traduzione dei bilanci in valuta estera è il n.2, sia per i principi contabili internazionali (si veda IAS 21, par.39 e ss.), sia per quelli italiani (si veda OIC 17, par.120 e ss).
Nell’esercizio di acquisizione del controllo di una società estera, la RT si forma a causa di due effetti:
- la differenza fra il tasso di cambio alla data di acquisizione (usato per determinare le differenze di consolidamento / riserve di consolidamento, che poi dovranno rimanere immuni dalle successive variazioni nei tassi di cambio) e quello finale (utilizzato per la traduzione delle attività e delle passività)
- la differenza fra il tasso di cambio medio (usato per tradurre il conto economico, consolidato dalla data dell’acquisizione) e quello finale
Negli esercizi successivi, la riserva varia per i seguenti effetti:
- la variazione del tasso di cambio finale d’esercizio rispetto a quello finale dell’esercizio precedente, relativamente al patrimonio netto iniziale
- la differenza fra il tasso di cambio riferito alla data di eventuali movimenti di patrimonio diversi dal risultato (es. aumenti a pagamento di capitale sociale) e il tasso di cambio finale d’esercizio, relativamente a detti movimenti
- la differenza fra il cambio medio dell’esercizio e quello finale, relativamente al risultato d’esercizio.
La RT varia da un esercizio all’altro a seguito dell’applicazione di tassi di cambio differenti:
- il tasso di chiusura del precedente esercizio, con cui è valorizzato il patrimonio netto iniziale
- il tasso di chiusura d’esercizio, con cui sono valorizzate le attività e le passività
- il tasso medio d’esercizio, con cui è valorizzato il risultato d’esercizio.
La riserva di traduzione cessa di esistere mediante giroconto a conto economico nell’esercizio della cessione della controllata cui si riferisce.
4 ESEMPLIFICAZIONE NUMERICA
Nel prospetto che segue presentiamo un’esemplificazione numerica sulla dinamica della RT.

4.1 MOVIMENTAZIONE RISERVA DI TRADUZIONE NEI VARI ESERCIZI
Il prospetto che segue indica la movimentazione della riserva di traduzione nel corso del tempo: come si può notare, la variazione complessiva può essere scomposta fra movimenti relativi al diverso apprezzamento del patrimonio netto inziale e del risultato rispetto al tasso di cambio finale.

I grafici che seguono indicano:
- la “composizione del PN”: quanta parte è relativa al patrimonio netto storico (sul cui livello può influire il management) e quanta parte è invece attribuibile alle variazioni dei tassi di cambio (quindi fuori dall’influenza del management).
- La “variazione delle riserva di traduzione”: i cambiamenti dovuti al risultato e al patrimonio netto iniziale, a seguito dei diversi tassi applicati e alle variazioni degli stessi.

4.2 SCRITTURE DI CONSOLIDAMENTO
Di seguito presentiamo un’esemplificazione relativa ad un consolidato formato da 2 società, A e B: i dati di A rimangono costanti nel tempo, mentre quelli della controllata estera B sono desumibili dai bilanci tradotti di cui al prospetto iniziale.
Al fine di focalizzare l’attenzione sulla problematica della RT, ipotizziamo che non ci siano altre operazioni da fare oltre l’elisione delle partecipazioni. Si veda il prospetto seguente:
4.2.1 BILANCI CONSOLIDATI
Il prospetto che segue indica i bilanci consolidati nei tre esercizi dell’esempio.

4.3 RACCORDO FRA AGGREGATI E CONSOLIDATI
Riportiamo il prospetto (raccordo) che spiega come si passa dai patrimoni e risultati netti dei bilanci inclusi nel perimetro di consolidamento al patrimonio e risultato consolidato.

5 Il consolidamento dei bilanci in valuta: problematiche più ricorrenti
Dopo aver descritto le modalità tecniche di traduzione applicabili alla traduzione dei bilanci in valuta per la costruzione dell’aggregato, vediamo adesso come si movimenta la riserva di traduzione nel bilancio consolidato, passando in rassegna le più ricorrenti operazioni di consolidamento.
5.1 Elisione delle partecipazioni
L’eliminazione delle partecipazioni contro la quota parte del patrimonio netto della controllata, nel caso di società estere con bilancio in valuta diversa da quella del gruppo, è un’operazione che impatta sulla RT. Per esempio:
A italiana controlla B americana; B presenta il bilancio in U$, che A traduce ed inserisce in aggregato.
Nel primo consolidato, l’eventuale avviamento (oppure la riserva di consolidamento) è calcolato quale differenza fra il valore della partecipazione e la quota parte di patrimonio netto tradotto al tasso di cambio della data d’acquisto. L’eventuale differenza rispetto al tasso finale viene girata a riserva di traduzione. Lo stesso avviamento (oppure la riserva di consolidamento) rimarrà fisso nel tempo (a parte ridursi per l’eventuale ammortamento), ed ogni variazione dei tassi di cambio verrà registrata nella RT.
La RT è poi movimentata quando la società estera è a sua volta una controllante: valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza in merito alla necessità di bloccare le differenze di consolidamento / riserve di consolidamento relativamente alle partecipazioni presenti nel suo bilancio, che devono anch’esse rimanere cristallizzate alla data di acquisizione del controllo.
5.2 Elisione debiti crediti ic
In sede di eliminazione dei debiti e crediti intercompany fra società che redigono il bilancio in valute diverse, gli importi normalmente non coincidono.
Escludendo eventuali operazioni non registrate da una delle due (quindi, dopo aver effettuato la riconciliazione fra dati in valuta), la differenza residua è solitamente dovuta al mancato adeguamento del proprio debito / credito in base al cambio di fine anno da parte della società che deve pagare o incassare in valuta diversa da quella in cui redige il bilancio (ad esempio, la controllata B americana, che deve pagare in € un debito vs la controllante A).
Se questo è il caso, si tratta di un problema nel bilancio separato della società, che non ha adeguato il valore dei debiti o dei crediti per la differenza cambio. Se non si può fare la correzione direttamente in detto bilancio (perché magari è già stato approvato e depositato), la si dovrà fare a livello di bilancio consolidato. In questo caso, si tratterebbe di una scrittura di correzione di un bilancio separato (e non una scrittura di consolidamento), sempre delicata da gestire in quanto è un’ammissione esplicita di un errore presente nello stesso bilancio separato. Si dovrà quindi adeguare il debito o i credito mediante l’iscrizione di una differenza cambi a conto economico (positiva o negativa).
Fatta detta correzione, i 2 importi sono allineati e potranno essere eliminati.
Emergerà quindi un componente economico non presente in aggregato, di cui si dovrà tener conto in sede di raccordo fra utile e patrimonio netto della capogruppo e dati consolidati (e si dovrà naturalmente riportare l’effetto all’esercizio successivo, per un corretto trattamento delle riserve e del conto economico di quell’esercizio).
5.3 Elisione costi ricavi ic
In caso di rapporti commerciali intercompany fra società che redigono il bilancio in valute diverse, nel momento in cui si elidono i costi e i ricavi reciproci, gli importi di solito non coincidono. Escludendo eventuali operazioni non registrate da una delle due (anche qui, occorre aver preliminarmente effettuata la riconciliazione degli importi in valuta), la differenza residua è dovuta al fatto che la società estera contabilizza il costo (o il ricavo) al tasso di cambio della data della registrazione della fattura, mentre in sede di traduzione del bilancio per l’inclusione nell’aggregato quella stessa fattura è stata tradotta al cambio medio (che può non coincidere con quello puntuale dell’operazione). In questa situazione si sedimentano nell’aggregato utili/perdite che non hanno ragione di esistere, derivando esclusivamente da tassi di cambio differenti. Occorre pertanto girare la differenza fra costi e ricavi infragruppo a riserva di traduzione, depurando così l’aggregato di detti utili /perdite.
5.4 Elisione i/c profit
Ipotizziamo che A (che redige il bilancio in € ) nel corso del 2019 abbia ceduto ad B (che redige il bilancio in U$) merci con un margine di 1 $, e che B al 31-12-19 non abbia ancora ceduto a terzi dette merci.
Dal punto di vista del consolidato, occorre ridurre il valore del magazzino (di B) contro la variazione delle rimanenze (di B)
L’elisione dei margini infragruppo è tradotta come segue:
- La variazione delle rimanenze al cambio medio
- Il magazzino al cambio finale
- La differenza fra le due voci va riserva di traduzione.
Gli importi della RT derivanti dall’elisione dei margini infragruppo sedimentati nel magazzino, saranno poi girati a conto economico nell’esercizio in cui, dal punto di vista consolidato, detti margini saranno realizzati.
5.5 Elisione dividendi
Le riserve sono state tradotte al cambio storico degli utili da cui sono state alimentate, mentre i proventi finanziari sono tradotti al cambio medio dell’esercizio. La differenza che emerge in sede di eliminazione dei dividenti va a riserva di traduzione, per evitare che il conto economico consolidato rimanga inquinato di residui proventi che non hanno ragione di esistere.
6 Conclusioni
La problematica della traduzione dei bilanci in valuta assume rilevo anche per altre finalità, oltre quella più tipica relativa al bilancio consolidato di cui ci siamo occupati in questo articolo. Si può operare la traduzione anche in vista di operazioni straordinarie, o per il solo fine delle comparazioni di bilancio. In ogni caso richiede la necessaria organizzazione contabile ed amministrativa, sia per evitare errate applicazioni dei principi contabili, sia per non perdere la tracciabilità dei dati storici, decisamente necessari per la corretta ricostruzione degli importi.
















