Nell’ambito della Revisione Legale, per prassi consolidata, le asserzioni di bilancio relative alla validità e alla completezza (che hanno ovviamente impatto anche sulle altre, ad iniziare dalla valutazione), si verificano come di seguito indicato.

Le ATTIVITA’ e i COSTI, in via diretta, si verificano cercando la loro eventuale sovraesposizione (es. ai clienti si chiede di confermare del saldo iscritto nel bilancio di verifica; il conto acquisti si verifica tramite la documentazione di supporto (fatture, pagamenti, ecc.). Peraltro, come conseguenza del metodo della partita doppia, anche i RICAVI e le PASSIVITA’, che costituiscono la contropartita delle voci precedenti, si verificano (indirettamente) che non siano sopraesposti. Es. se un cliente dice che il suo credito è inferiore a quello comunicatogli, e dal controllo della riconciliazione non emergono adeguate giustificazioni per le differenze, allora si potrebbe concludere che anche i ricavi effettivi possano essere inferiori a quelli esposti in bilancio.

Viceversa, le PASSIVITA’, i RICAVI e il PATRIMONIO NETTO, in via diretta, si verificano cercando la loro eventuale sottoesposizione (es. ai fornitori, contrariamente a quanto avveniva per i clienti, non chiediamo di confermarci il saldo, ma di inviarci il loro E/C, per poi confrontarlo con quello del bilancio di verifica.  Peraltro, come conseguenza del metodo della partita doppia, anche le ATTIVITA’ e i COSTI, che costituiscono la contropartita delle voci precedenti, si verificano (indirettamente) che non siano sottoesposti. Es. se un fornitore rispondesse che il loro saldo è superiore di quello risultante alla società, dopo aver controllato le riconciliazioni ed escluso altre motivazioni, si dovrebbe concludere che anche i costi effettivi siano superiori.

Quindi, nel caso di attività e costi, si corrobora il dato contabile con la documentazione esterna; per le passività, i ricavi e il patrimonio netto si parte dalla documentazione esterna per corroborare il dato contabile. In questo modo, si ha la certezza di non omettere né la verifica dell’asserzione dell’esistenza, né di quella della valutazione.

Questo approccio a matrice permette di verificare le asserzioni sull’esistenza e sulla completezza per ciascuna voce di bilancio, e di farlo in modo efficiente, evitando duplicazioni di lavoro, ossia:

  • l’esistenza delle passività non occorre verificarla purché sia stata testata quella dei costi,
  • l’esistenza dei ricavi non occorre verificarla purché sia stata testata quelle attività,
  • la completezza delle attività non occorre verificarla purché sia stata testata quella dei ricavi,
  • la completezza dei costi non occorre verificarla purché sia stata testata quella delle passività.

La tabella sottostante sintetizza quanto detto in precedenza:

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